Il Cammino di Santiago: racconto, foto, filmati


E’ il più bel diario che mi sia capitato di leggere sul Cammino di Santiago. Di ogni giorno ci sono: foto, racconto, filmato, mappa.

NOTA BENE: se prima si legge il racconto si capisce bene anche il filmato.

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MARCO

Il Cammino di Santiago in bicicletta, fino a qualche mese prima di farlo, non era possibile per la probabile lunga degenza di mio fratello che , a seguito di un incidente gravissimo, avrebbe richiesto una prolungata assistenza con l’impegno di tutta quanta la famiglia. A fine Giugno la situazione famigliare si è alleggerita e pur non avendo la sicurezza matematica di farlo ho iniziato a cercare il volo. Quando mi sono reso conto che l’unica possibilità di volo era di atterrare a Lourdes, l’ho colta come un segno della Provvidenza ed un invito a partire. Forse fino ad allora non sapevo bene perché volevo fare il Cammino…ma ora sì. Ora lo sapevo: partendo da Lourdes avevo trovato il senso del Camino di Santiago.
La GRANDE MANO che scrive dritto sulle righe storte….aveva deciso…dovevo partire.

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GUSSAGO LOURDES IN AEREO

video –  http://bit.ly/1CQEGBC

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Mia moglie, Maria Vittoria, mi accompagna. Lei e’ un po’ preoccupata, e per non lasciarci mancare nulla io sono molto preoccupato .Sul sedile accanto al mio conosco il classico ciclista superatleta, che ha gia’ fatto il Cammino di Santiago. Mi dice che ha fatto costruire una bicicletta praticamente apposta, che fa gare di mtb, che lui qui, che lui là… ecc…riesce perfino a condizionarmi e mi fa’ sentire inadeguato ed impreparato, anche se per me il Camino  di Santiago è spirituale. All’atterraggio a Lourdes conosco anche Daniele e Dalila.

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Sono una coppia di Lecco, proprio una bella coppia… il superatleta , da adesso soprannominato tritacarne, scopre all’atterraggio di Lourdes che ha alleggerito eccessivamente la sua super bicibulletta :si è dimenticato a casa un pezzo fondamentale per la sua bicicletta particolare! Se non lo trova della stessa marca e modello, dice che tornera’ a casa. mah!!!! Ero pronto a tutte le fatiche da affrontare nel cammino di Santiago, agli imprevisti, ma un tritacarne non me lo aspettavo! Più pesante di una salita, di un giorno senza acqua, dell’impossibilità di dormire, di 10 giorni sotto la pioggia. Che sia questa la prova che serve per rendere significativo questo pellegrinaggio? Affronto questa situazione , quindi, invitandolo a cercare il pezzo da qualche parte con la mia fedele bicicletta.

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E’ così costretto a salire sulla mia pesante e coriacea Appaloosa per andare a trovare quel pezzo, di quel modello di quella marca e lo trova pure: non ce siamo liberati……non solo pensa che sia solo fortuna ma non capisce, e non capirà, che nel Cammino di Santiago si impara con queste evidenze che la Provvidenza esiste ed opera con costanza imprevista: e ha già fatto il Cammino di Santiago…… Mi consola molto la presenza di Daniele e Dalila che sono bellissime persone e che si riveleranno tali anche cammin facendo. Daniele , Dalila e il tritacarne decidono di partire con il treno per Saint Jean Pier du port mentre io mi fermo a Lourdes per la serata, per assistere alle funzioni religiose della sera. Restiamo d’accordo che ci sentiremo in Italia, o ci vedremo sul Cammino! Sono un po’ triste nel vederli partire. Sentivo che con Daniele e Dalila mi sarei trovato in buona compagnia. Dopo la sistemazione di un albergo scopro la magia di Lourdes.La cosa che più mi travolge è la processione serale dei malati. Da tutto il mondo in carrozzella e con un temporale incredibile si mettono in processione per una speranza!!! Solo questo mi sembra un miracolo! E’ l’unico posto al mondo dove la sofferenza acquista un senso ed ad essere malati non ci si vergogna: si è trattati da re.

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LOURDES – SAINT JEAN PIED DE PORT
.mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2205390
.video –  https://www.youtube.com/watch?v=zTu_N8TfPs8

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Parto la mattina presto aiutato ad una cartina trovata sul posto. I chilometri che mi separano da st. Jean non sono pochi chilometri (circa 150 di su e giù), ma non mi posso perdere una serie di monumenti importanti che dovrebbero separarmi dalla partenza del camino. Oltre alla bellezza del paesaggio basco, sono bellissime e degne di nota (nonche’ patrimonio dell’unesco), la cattedrale ad Oloron Sainte Marie e la piccola perla che si trova a l’Hopital St Blaise.

IMG_8647Fantastico anche il profilo del Fort de Mauléon-Licharre, mentre per la sosta pomeridiana preferisco scoprire la sagoma strana della chiesa a Ordiap. Arrivo in serata al centro accoglienza tirando un sospiro di sollievo. Arrivo talmente tardi che le locande sono quasi tutte piene. Quella dove alloggio è una “mezza stella superiore”, ma va benissimo!!! In serata conosco un Taxista di Milano… mi sembra lanciato ed esaltato! Non mi sembra che c’entri molto con un cammino spirituale, ma ognuno fa’ la sua strada, il suo Cammino  di Santiago...

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TAPPA – 2

SAINT JEAN PIED DE PORT – ORREAGA.
mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2205419
video – https://www.youtube.com/watch?v=7QiUzWG0Nrw

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La mattina parto insieme al Taxista, ma presto ci dividiamo. Preferisce spingere la bici.Il percorso è duro duro, nebbia, freddo, fango sono i più fedeli compagni. Arrivato sulla cima dopo una salita da paura, opto per la via nel bosco. E’ una via per mountain bike, ma l’indomabile Appaloosa se la cava benissimo. E’ un bosco come tanti altri, ma lo spirito è alto e la sensazione è quella che sia “magico”.

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All’arrivo a Roncisvalles sono orgoglioso di me e di Appaloosa! Il monastero si è munito da poco di un nuovo dormitorio. Se sono tutti cosi’… alla faccia!!!Partecipo alla messa in benedizione dei pellegrini del cammino di Santiago. A questa celebrazione partecipano anche i non credenti e la cerimonia di benedizione è molto toccante. La chiesa Gotica è bellissima come tutto il borgo! 4 ore dopo di me arriva anche il Taxista. Ha incontrato qualche difficoltà’ nonostante abbia scelto la strada bassa. Forse ha sottovalutato la sua preparazione fisica...Cena e serata in compagnia di pellegrini. Con molti si respira un’aria non comune.
Finalmente…Probabilmente ognuno ha i suoi motivi. Ma tutti (anche il tassista) hanno deciso di dedicare un mese (per chi lo fà a piedi) o 2 settimane (in bici) della loro vita, a vivere un’esperienza del Cammino di Santiago.
Bello bello. Tutta un’altra cosa rispetto a quando 2 anni prima avevo fatto gli ultimi 100 km a piedi. Si vede che questa gente è diversa!Tra gli ospiti c’e’ anche qualcuno che vuole farlo in purezza: si affida unicamente alla provvidenza e alla carità’ delle persone. Mah… non so’ cosa pensare. Sicuramente coraggioso… io non riuscirei…C’e’ anche uno Spagnolo che in bici e con 200 euro sta’ tornando a casa: è partito da Napoli dove era per motivi di studio. Era abbastanza malconcio…

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TAPPA 3
RONCISVALLES – PUENTE DE LA REINA

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video –  https://www.youtube.com/watch?v=VG3Vd3A5c_Y

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Oggi il tempo è bello e parto un pò più tardi rispetto ai camminatori che però recupero per strada e ho il piacere di camminare un po’ con loro e di ri-salutarli. Incontro una persona di Milano con una bici con ruote da 20 pollici. Ha decisamente sottovalutato il “Camino” ed è già alla frutta. E’ partito da St.Jean una settimana fa’. Ci scambiamo l’email. Scoprirò che ha concluso il camino a piedi ed in pullman rispedendo a casa la bicicletta. Il Camino di Santiago richiama l’umanità da ogni dove. E da ogni dove arrivano personaggi incredibili.

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Si va dal superatleta , a chi non ha mai fatto 5 km a piedi in vita sua e se ne mette davanti 850. Dal ciclista superprofessionale, a colui che lo percorre con la bicicletta che usa da anni per fare la spesa. Chi usa il carrellino, chi lo zaino con dentro praticamente niente, chi ha un motivo religioso, chi si vuole ritrovare e chi si vuole perdere. C’è chi vuole ricomporsi e chi vuole scappare, chi s’incammina per un dolore e chi per un gioioso ringraziamento. C’è chi vuole fare il Cammino e c’è chi viene in qualche modo misterioso chiamato dal Camino di Santiago …….insomma si trova di tutto e questo fa sì che anche qui non ci siano regole, e la varia umanità che si presenta diventa in qualche modo oggetto di contemplazione e domanda: si capisce che il percorso, pur molto bello, è solo il pretesto per dar vita a questo spettacolo.. e ci sono anche persone che non c’entrano nulla con l’idea che ho io del il Cammino di Santiago.. … Ed è in compagnia di questi pensieri che, alla fine di un sentiero dissestato, incontro una coppia di cui lui sta facendo il camino con una bici/carrozzella mentre lei lo aiuta spingendo quando serve……

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Rimango semplicemente senza parole e penso che per fare una cosa del genere occorra una motivazione tutta speciale. .Si comincia ad apprezzare il paesaggio tipico spagnolo. Arrivo a Pamplona ma decido di proseguire ancora fino a Puente de La Reina. Nel tardo pomeriggio incontro un posto simbolico: Alto del Perdon.

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Con le sue sagome ritagliate del metallo vuol raccontare la storia di un viaggio in cui si incontrano i pellegrini con tutti i mezzi. Nel monumento è incisa questa frase:” dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle”.

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Si tratta infatti di una zona molto ventosa che incontra il Cammino di Santiago  verso il campo delle stelle : Compostela , appunto. Una volta c’era chi lo faceva in sella ad un cavallo (i più danarosi) chi a piedi e oggi direi… chi a pedali… anche se non so dove posizionare questa nuova categoria. Anzi direi che NON C’E’ BISOGNO DI POSIZIONARLA!!!Decido di deviare e passare da Eunarte. Sono 8 km, ma ne vale la pena! Misteriosa, Solitaria e Bellissima la piccola chiesa circondata da un’arcata aperta sul perimetro, mi fa volare con la fantasia. Non so perchè ma mi immagino un cavaliere che torna in questi luoghi dopo aver pellegrinato per molto tempo… boh! Mi ispira moltissimo di Templari…Arrivo a Puente della Reina. La città deve il nome al suo ponte. Al mio arrivo ci deve essere una manifestazione popolana con al centro alcool e tori! Serata piacevole, ma il coprifuoco dell’ostello ci manda a dormire presto.

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TAPPA 4
PUENTE DE LA REINA – LOGRONO

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video –  https://www.youtube.com/watch?v=vO2AjT7LTSQ

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Nel partire la mattina, ci sono ancora i resti e i fumi di alcool e della baldoria…Passo sopra il ponte dove è forte la presenza del passato e della storia del Cammino di Santiago. Proseguendo i panorami sono disegnati in un cielo azzurro. Molti sono i ponti storici (qualcuno diroccato e la bici con relative sacche la devi portare a spalle) e campi ingialliti dal sole. Approposito… oggi sole pesante e ogni paese è spunto per un sosta.Sulla via conosco Nico. Anche lui è in Bici. Nico è un tipo silenzioso, forse complice anche la differenza linguistica. Questo però non mi vieta di sentire che è un uomo che ha deciso di dedicarmi del suo tempo.. Infatti mi aspetta appena vede che sono indietro. Forse è un angelo custode?

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Al Monasterio de Irache c’è la fontana che distribuisce gratuitamente acqua da una parte e vino d’altra! Particolare. Continuano i paesaggi bruciati dal sole. Il rivederli mi scalda e mi fà venire voglia di ripartire. Vedere in lontananza i pellegrini… raggiungerli e provare un senso di ingiustizia, anche se il termine non è corretto. Loro a piedi, tu in bici… Non è che sei in aereo o in un suv con l’aria condizionata, ma è una sensazione strana. Già lo stavo facendo dall’inizio, ma qui mi impegno a dire “Buen Camino” con uno tono di voce ancora più incoraggiante e dove è possibile con un sorriso. Durante la ormai diventata consueta ricerca degli albergue, ritrovo Daniele Dalila e il Tritacarne. Ritrovarli mi fa molto piacere. Si passa qualche ora in allegria prima di cena. Per Daniele e Dalila, il Tritacarne e’ diventato un peso… Anche se all’apparenza e’ super attrezzato non li molla mai, e loro che volevano fare un cammino di coppia, si ritrovano tutti i giorni con una fatica aggiuntiva.

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TAPPA 5
LOGRONO – SANTO DOMINGO DE LA CALZADA

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video –  https://www.youtube.com/watch?v=-25hyXIkyJA

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Partiamo in tarda mattinata… ancora qualche minuto da passare con Nico, Tritacarne, Dalila, Daniele, ma ci ha fatto anche compagnia un simpatico signore che il cammino di Santiago se lo stava facendo con la moto.Di lui invece ricordo che pur facendo il camino con la moto, si vedeva che lo stava anche “vivendo dentro”. Partiamo… qualche problemino meccanico, ma niente di particolare. Appena fuori citta’ troviamo Marcelino Lobato Castrillo.

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Mi sembra di capire, e comunque questo e’ quello che mi e’ rimasto dentro, che Marcelino offre gratuitamente a tutti i pellegrini qualcosa da bere e da mangiare. La domanda e’ presto fatta, ma forse e’ inutile dare anche una risposta verbale. Perche’ lo fa? ma la risposta e’ la sua presenza. Niente altro puo’ esprimere meglio la risposta! Dalle foto si capisce che deve avere fatto il Cammino di Santiago parecchie volte, forse anche con i classici vestiti.Pedalare e’ facile, la giornata e’ splendida come la compagnia.

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Daniele e Dalila mi piacciono proprio e mentre la strada scorre sotto di noi parliamo di tutto. Due argomenti su tutti che ricordo e’ il matrimonio inteso come rito religioso ed istituzione e lo sfruttamento dei minori per accontentare il nostro consumismo. Arriviamo a Santo Domingo della Calzada, tipico paese della pianura spagnola. Qui accompagno Tritacarne al pronto soccorso. Mentre faceva super figo con la super bici pensa di essersi fratturato una costola. Mi chiede ed accetto : più o meno come si fa quando si deve superare uno strappo in salita! Fortunatamente dopo un’ora gli dicono che e’ tutto in ordine. Con Dalila e Daniele andiamo a messa! Molti sono pellegrini, e mi stupisce che la celebrazione e’ fatta da addirittura tre preti. Forse c’e’ qualche festa. boh!!!La sera avviso che la mattina partiro’ prima dell’alba e da solo! Non so cosa hanno pensato, ma va bene cosi’…ma la solitudine in queste avventure non è un male…. E la cerco… con il risultato, però, di incontrare altre persone.

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TAPPA 6
SANTO DOMINGO DE LA CALZADA – HORNILLOS DEL CAMINO

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video – https://www.youtube.com/watch?v=xuVWcVdxGvQ

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Da Santo Domingo, mi ricordo che (forse complice l’oscurita’, )che e’ l’unico tratto segnato male di tutto il cammino di Santiago. Io ed altre 30 persone divise in piu’ gruppi ci siamo persi… Anche gli altri mi sembrano stupiti ed increduli. Io che sono in bici vado avanti e una volta trovata la freccia amarilla, torno indietro per rassicurare i pedoni, così anche la bici, stavolta è stata di aiuto ai marciatori. Il tempo non mi manca, e forse con questa variante anche i miei compagni ciclisti italiani mi recupereranno. Non e’ cosi’. Mi accompagnano paesaggi bellissimi e aridi… Prima di Leon faccio a cavallo di Appaloosa l’Alto del Portillo, una collina accidentata alla cui sommità è piantata una croce e da qui si puo’ godere dello skyline di Burgos. Anche la discesa e’ molto accidentata e ingombra di pietre.

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Non potrei scommetterci, ma per ora le uniche biciclette che ho incontrato erano tutte MTB! Qualcosa doveva pur succedere… anche solo per dire… mi e’ successo… bla bla bla. In buona sostanza Appaloosa perde un raggio, ma anche qui grazie alla mia buona stella questo succede in un punto dove e’ facile trovare un meccanico. Qualche domanda e trovo un meccanico sorprendentemente attrezzato e competente!

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La cattedrale di Burgos e’ veramente fantastica

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Merita! Ma la citta’ non fa per me! La bicicletta ti permette di visitare piu’ velocemente le citta’ e quindi preferisco ripartire e fare ancora un pezzettino. Arrivo a Hornillos del Camino che è solo un gruppo di case, una chiesa e l’ostello. In camerata riconosco non ricordo da cosa, forse per il passaporto alla reception, due ragazze Norvegesi.  Sono carine, ma non e’ quello che mi viene subito alla mente. Mi rimprovero per l’ennesima volta di non sapere l’inglese, e sul mio taccuino provo a scrivere il mio pensiero. “I VERY UNHAPPY FOR TRAGEDY YOUR NATION. HE IS CRAZY” . Non so se e’ scritto giusto,… sicuramente no… forse un po’ mi vergogno,… ma si… chi se ne frega… lo sa tutto il mondo che gli italiani sono degli ignorantoni, e poi ho voglia di dimostrare a queste ragazze la mia vicinanza. Qualche giorno prima un pazzo neo nazista ha compiuto una strage durante un meeting, uccidendo un sacco di giovani prima di essere fermato. Tipo 50 persone… verifico il numero e il paese . In ogni caso loro capiscono e mi ringraziano. Proseguo la serata con l’ormai classico lavaggio dei vestiti e mi lavo per la cena nell’unico ristorantino del paese. Giuro che non l’ho fatto apposta, anche se un po’ ci speravo… Appena dopo qualche minuto che mi sono seduto arrivano anche Siv e Maria. Il ristorante e’ piccolo, il posto non c’e’, io sono da solo, le invito a sedersi con me. Da li inizia una bellissima e divertente serata, fatta di inglese, disegni e mimiche facciali per cercare di comunicare con Siv e Maria. E’ fantastico… sto’ comunicando con due norvegesi!?!?!? Ma se non so nemmeno l’italiano! Ci scambiamo l’email e ci promettiamo di rincontrarci nei nostri rispettivi paesi. Bello!

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TAPPA 7
HORNILLO DEL CAMMINO (ISAR) – CARRION DE LOS CONDES

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video – https://www.youtube.com/watch?v=5VsohfkN3nc

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coprizaino ikea

Il giorno e’ brutto. E’ palese che ci aspetta, davanti a noi, un temporale. Vedo che nessuno pero’ si demoralizza e via… Tanti sono gia’ partiti comprese Siv e Maria. Poco male sono sicuro che le recupero’. E’ appena cominciato il temporale , quelli con i goccioloni, che sulla pelle fanno male, che ritrovo le mie amiche davanti a me. Noto che Siv non ha il coprizaino. Questo vuol dire che anche lo zaino sara’ tutto bagnato. Lei mi fa capire che dentro ha messo tutto in borsine di plastica, ma io insisto e gli lascio la borsa ikea (giusto giusto) che a me avanza, ma che a lei potrebbe fare da coprizaino. Cosi’ fu! Il mio superfluo e’ il suo necessario!  E’ un po’ come essere la mano sinistra della Provvidenza sul Cammino di Santiago..Vado avanti e il temporale aumenta fino al punto da creare una specie di colla con la terra. Per una strana mescolanza rimane incollata alle ruote come mai mi e’ successo fino al punto di diventare un tutt’uno con il parafango. Ci provo, ci riprovo, ma niente. Ormai la ruota e’ bloccata!

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Non mi resta che proseguire a piedi nei campi (la strada e’ peggio) trascinando di peso la bici con le ruote bloccate. Dopo un po’ , stanco e bagnato fradicio, cerco di trovare una soluzione e così, dove sono, decido di togliere il parafango e liberare la ruota. Almeno con le ruote libere non dovro’ trascinare la bici. Proseguo spingendola per 2/5 km non ricordo. Ricordo bene che le MTB (anche quelle “ carbonizzate” e superleggere ) hanno avuto il mio stesso destino. La scena e’ comica. La strada fangosa libera e nei campi a lato tutti a spingere la bicicletta a piedi. Mi rimprovero (solo ora) di non aver tirato fuori la macchina per far la foto, ma il morale non era dei piu’ alti. Arrivato al primo paese, la prima cosa da fare e’ cercare una fontana dove pulire la bici in modo che se la strada lo consente si ritorni a pedalare. Anche qui scena indimenticabile.

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Immergere la bicicletta nella fontana e non contenti, insieme ad altri ragazzi, chiediamo ad un contadino di prestarci la canna dell’acqua per pulire le bici. Quella canna di plastica si e’ trasformata in autentico bicilavaggio, tappa obbligata per chi arrivava dal fango. Nel frattempo smette temporaneamente di piovere, arrivano anche le norvegesi, mangiamo ancora un panino insieme e ci separiamo per sempre. Il temporale continua tutto il giorno anche quando passo da Hospital de san Anton. E’ un posto particolare, ma il temporale non me lo fa gustare. Sento ancora il fango nei sandali!!! Proseguendo arrivo ad un posto magico: Albergue di Puente Fitero. Posto di Eremitaggio restaurato dalla Confraternita Italiana di San Jacopo, contiene solo 12 posti ed e’ vietato per i ciclisti.

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Al mio arrivo in tarda mattinata e’ gia’ pieno ma capisco subito il perche’. Il posto dentro e’ magnifico e l’accoglienza dei componenti della confraternita’, mi fa’ sentire orgoglioso di essere italiano. Ci preparano anche un ottimo caffe’ italiano rigorosamente fatto con la moka. Se un domani dovessi rifare il cammino a piedi, per niente al mondo mi perderei una notte qui! Smette definitivamente di piovere. Conosco nuovi amici, tutti spagnoli.

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Mi aggrego a loro! Arriviamo a Carrion de los Condes. Dormiamo in un grande dormitorio. Non mi piace! in confronto al piccolo paesino di ieri con poca gente e con la chiacchierata con Siv e Maria…qui mi sembra chiassoso e casinista. mah!

TAPPA – 8 
CARRION DE LOS CONDES – LEON

mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2205553
video –  https://www.youtube.com/watch?v=Bs9A7uZt0z4

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Ripartenza con un gruppo di Spagnoli., in particolare Eba e Juanma. Il ritmo rispetto ad i precedenti compagni e’ piu’ sostenuto. Qui il Cammino di Santiago  si fa’ duro per il sole che batte forte. Mi dicono che puo’ anche essere peggio! Le strade sono dritte e solitarie, pianure, campi di grano. Dicono che qualcuno, forse molti, preferiscono fare da Burgos a Leon in autobus. Li capisco, forse perche’ ancora una volta sento il senso di rimorso verso chi sta’ a piedi… In bici si fa’ fatica ok, ma in questo tratto gli albergue non sono frequenti. Tra uno e l’altro possono passare anche 17 km. In bici e’ piu’ o meno 1ora, a piedi almeno mezza giornata. Mi cattura l’attenzione chi fa queste strade assolate da solo… non gli converrebbe stare in gruppo? Magari non hai nulla da dire, ma sentire la compagnia non sarebbe comunque un po’ piacevole? Forse pero’ e’ proprio da questo che scappano… Per quello che mi riguarda mi ritengo fortunato ad incontrare Iban. Dalla sua andatura, e’ un ciclista allenato e faccio fatica a tenere il passo. Tengo duro e mi aiuta, paese dopo paese ad arrivare a Leon. Qui mi faccio un bel giro della citta’. La cattedrale e’ stupenda piena di rosoni colorati.

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E’ sul genere di quella di Burgos, ma la preferisco. Bello anche il centro storico, c’e’ molta gente, e per un secondo mi sento un turista qualsiasi. In ogni caso i “pellegrini” si riconoscono. Il segno irrinunciabile e’ quello delle ciabatte! Dicono che bisogna per forza bere il “Vino del El Bierzo con Cecina de Vaca”. I termini non sono incoraggianti ma ho deciso che la sera accontentero’ queste voci. Per l’alloggio scelgo il monastero “De la Carbajalas, pl. St. Maria del Camino”. Pur essendo un grosso dormitorio (piu’ o meno 100 posti), l’influenza della religiosita’ si sente. Verso sera fa’ molto piacere che due Ospedaleros (ragazzi che fanno volontariato) con chitarra e violino intrattengono i presenti.

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In particolare una canzone su tutte: NADA TE TURBE / NADA DE ESPANTE / QUIEN A DIOS TIENE / NADA LE FALTA. NADA TE TURBE / NADA DE ESPANTE / SOLO DIOS / BASTA. Mi faccio scrivere la traduzione da uno di loro in modo da poterla cantare nella lingua locale. La traduzione non e’ difficile e la cantilena e’ meglio di tanti farmaci rilassanti. Tanti chiudono gli occhi… Dopo questo momento segue il commiato e benedizione del pellegrino insieme alle suore di clausura. I primi banchi dietro la grata sono occupati da suore giovani! Hanno scelto questa strada nonostante l’iphone, facebook e il mare di Ibiza. Prima di coricarmi, come tutte le sere studio il percorso che mi attende in modo da organizzare al meglio le tappe del Cammino di Santiago.

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TAPPA  – 9

LEON – PONFERRADA

mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2207063
Videohttps://www.youtube.com/watch?v=Ct3jPVsw4Ww

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Riparto il mattino presto. Sia l’entrata che l’uscita da Leon non e’ piacevole perche’ bisogna attraversare la sua estesa periferia. Non tarda ad arrivare “il deserto” . Bene! Mi rendo conto che comincio a preferire il sole, i campi di grano piuttosto che la folla e la citta’. Penso che sia un sentimento diffuso tra i pellegrini, e che sia facile da capire! Per chi non lo avesse mai fatto… lo consiglio! Qui mi sento di consigliare agli amici cicloturisti di scegliere (se possibile) una bicicletta almeno ammortizzata anteriormente o usare dei pneumatici con la stessa funzione. Lo sterrato e’ veramente tanto!!!! Un particolare che mi piace ricordare e’ che sul cammino trovai una scarpa.

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Evidentemente persa da qualche pellegrino che l’aveva legata in malo modo dietro. Penso di raccoglierla e di trovare il proprietario che sicuramente sara’ davanti a me. Chiedo a tutti, ma nessuno risponde positivamente. Il giorno dopo lascero’ la scarpa bene in vista. Probabilmente non sara’ successo cosi’, ma mi immagino la faccia del proprietario mentre la ritrova e si chiede spiegazione di come la sua scarpa possa esser stata piu’ veloce di lui. Durante la salita per arrivare a Foncebadon due cicloincontri: un cicloturista che mi dice che e’ la settima volta che fa il camino di Santiago.

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Non male! un secondo cicloturista olandese, mi racconta che e’ partito la Maastricht a bordo della sua Santos (nota marca di biciclette da turismo http://www.santosbikes.com/ ). Effettivamente la Santos e’ un’ottima bici e non resisto alla tentazione di provarla. Basta chiedere… Cosi’ riesco a provare per qualche metro il leggendario Rolhoff e una bicicletta di 4000 euro! Arrivo a Foncebadon. Il posto e’ magico, ma il piccolo albergue ha pochi posti e non accetta ciclisti. Non ho ancora spiegato che la regola dice che fino alle 17 i ciclisti non possono prenotare, per dare la precedenza ai pedoni pellegrini. Inoltre qualche albergue non accetta ciclisti a prescindere. Penso che sia per vari motivi tecnici, nessun pregiudizio!Subito dopo si arriva alla famosa Crus de Hierro. Un palo di legno, altro tra l’azzurro dell’aria e il verde del bosco, in cima una croce di ferro, ai piedi una montagna di pietre portate dai pellegrini.

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Poi bandanas (bandiere?), fogli, foto, parole scritte sulla carta o incise, spesso in ricordo di persone. Io do il mio contributo ad aumentare la massa di detriti. Da casa mi ero portato per l’occasione 3 sassi con l’obiettivo di lasciarli proprio alla Crus de Hierro. Per ogni sasso una intenzione personale e intima. Comincia la discesa. In localita’ Manjarin vive un signore che dice di essere l’ultimo templare. Ha allestito una capanna dove fa commercio di oggetti legati all’argomento. Diciamo che mi sono sempre immaginato i templari in modo diverso…

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Continuando la discesa si incontra il Monumento al Ciclista Pellegrino. Lo hanno costruito dopo la morte nel 1998 di un cicloturista tedesco.

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Vorrei sciogliere le briglie ad Appaloosa, ma il vento contrario mi vieta di assaporare questa discesa. Arrivo a Molinaseca. Il fiume, i ragazzi che si tuffano, l’erba verde sono una forte attrattiva, ma decido invece di arrivare fino a Ponferrada. Errore! Ponterrada e’ una cittadina che vide il suo splendore nel 1200 grazie ai Templari. Qui i monaci/guerrieri fondarono uno spettacolare castello ricco di simboli. L’Albergue e’ grande e come confermato dal libro contiene 185 posti letto. Il problema e’ che e’ un punto da dove molti pellegrini a piedi partono per fare gli ultimi 200 km. Il risultato? 3 Pullman di ragazzini scatenati e “freschi” riempiono l’Albergue, lasciando pochissimi posti liberi a chi (soprattutto a piedi) si e’ fatto gia’ 600 km. Va beh! Mi torna alla mente Molinaseca, ma dovrei rifare 10 km di salita e sinceramente non me la sento. Il risultato e’ che stanotte si dormira’ all’aperto, sotto il porticciolo. Bene! Mi mancava!

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TAPPA – 10
PONFERRADA – TRIACASTELA
mappa – http://www.openrunner.com/index.php?id=2207071
video – https://www.youtube.com/watch?v=yLqPYWiUZ9E

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I preparativi, il lavaggio, l’organizzazione cena non mi hanno consentito la visita al castello. Gli orari tardi di apertura, mi fanno decidere per qualche foto all’esterno. Passo la giornata con dei ragazzi di Lecce che stanno facendo il cammino di Santiago (uno dei due si chiama Francesco) e Federico di Roma. La giornata e’ molto ciclistica pochi discorsi impegnati. Il paesaggio ora e’ molto piu’ verdeggiante e il percorso veloce fino alla salita di O Cebreiro. O Cebreiro altro luogo simbolo e’ un piccolo paese di case di pietra e di paglia. Era un luogo sperduto ma oggi e’ un posto turistico dove tanti arrivano con le macchine per comprare souvenir. Se una parte di me vorrebbe fermarsi per vedere sicuramente una stellata fantastica, l’altra si rifiuta di stare molto tempo in quel casino. O Cebreiro e’ anche la parrocchia di Elias Valina, fondatore del camino moderno.??????????????????????????????? Stanco di dover raccogliere i pellegrini che si perdevano si fece regalare della vernice gialla dalla societa’ che stava facendo i lavori sulla strada. Inizio’ a segnare il Camino di Santiago con le frecce gialle nei punti piu’ difficili per indicare la via. La mancanza di posti negli albergue decide per me. Parto ed arrivo a Triacastela. Mi fermo in un Albergue niente speciale perche’ quello “dei pellegrini” e’ pieno per il solito motivo. Dopo le belle esperienze passate, oggi mi sembra un giorno piu’ fiacco, ma il mio animo si doveva preparare per la sera successiva… Senza un po’ di tristezza non si apprezzano i momenti speciali.

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TAPPA – 11
TRIACASTELA – LIGONDE
mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2207119
video –  https://www.youtube.com/watch?v=Bvz6lDarmIg

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La Galizia e’ una regione molto piacevole e il percorso con dei sali e scendi non crea problemi. Probabilmente ormai mi sono creato “la gamba e il fiato”. La Mattina e’ all’insegna della pioggia, ma nel pomeriggio compare il sole. A Portomarin c’e’ un bel centro e il paese e’ famoso per il ponte romano. Continuo la mia strada e mi rendo conto che sulla mia tabella di marcia sono molto avanti. Mentre penso questo, arrivo a Ligonde. Ho fatto solo 56 km di su e giu’, e sono circa le 14. Penso che sia giusto fare una siesta e vedo esposta una targa che dice “ Yo soy el camino la verdad y la vida. Nada viene al padre sino es por mi ( io sono la via , la verità e la vita. Niente viene al padre se non è per me).”

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Entro in questa specie di fienile, per la verita’ non molto pulito, e mi offrono qualcosa da mangiare e acqua fresca gratuitamente. Ma quello che sorprende non e’ il gratis, ma il sorriso di questo gruppo di ragazzi. Qui c’e’ qualcosa sotto, mi dico e chiedo informazioni se ci puo’ fermarsi per la notte. Sempre la solita risposta per i ciclisti (ma sempre con il sorriso!), ma mi dicono che se voglio, posso rischiare di fermarmi fino alle 16 e a quell’ora sapranno se ci sara’ un posto anche per me. Il mio spirito razionale mi dice “ma sei matto… due ore di strada chissà dove arrivi…” ma il sorriso di quei ragazzi e il giorno prima passato senza una “dose sufficiente di spiritualita’” e’ piu’ forte. Mi decido! Rischio e mi fermo… Attendo le due ore guardando giocare e divertirsi dei ragazzetti del posto che giocano insieme ad i “ragazzi del sorriso” .??????????????????????????????? Nel frattempo penso che mi tocchera’ usare il telo antizecca comprato in italia, perche’ va bene il sorriso, ma la pulizia ci vuole. Con sorpresa scopro invece che il fienile lo usano solo per offrire il cibo, ma la sala da pranzo, la cucina, la sala per gli ospiti sono attigui ma in ordine e super puliti. Bene! Dopo doccia e solite pulizie arriviamo al momento della cena. I ragazzi ci dicono che per la cena e il pernottamento non vogliono nulla, ma per loro sarebbe un regalo che prima di cena si dicesse una preghiera e che gli ospiti partecipassero alla “comunione spirituale” del dopocena. Tutti accettano e la serata speciale inizia. Non so esprimere le sensazioni, ma l’atmosfera di comunione e’ totale. Ci sono anche delle italiane con il quale condivido questa bella sensazione. Diversi (con qualcuno diversissimi) ma vicini. Il resto della serata passa piacevole e si continua “a volare alto!” Una serata indimenticabile!

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TAPPA – 12
LIGONDE – SANTIAGO

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video –  https://www.youtube.com/watch?v=UKgvslqLRWQ

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Prima di partire ancora qualche parola e i ringraziamenti a questi ragazzi per quello che ci hanno donato! (http://lafuentedelperegrino.com/) La condivisione continua anche durante il Cammino. Mano mano che incontro i ragazzi ospiti a Ligonde, faccio un pezzo di strada con loro. Omar un artista austriaco un po’ pazzo e “particolare” , Sailam una scrittrice americana, Riccarda, Antonia e Irene che stanno facendo il loro Camino di Santiago per rinsaldare il loro rapporto di amicizia, altre 2 signore, di cui non ricordo il nome , di cui una porta una figlia di 4 anni, che stanno facendo un pezzo del Cammino.??????????????????????????????? Bello! In questi giorni Federico (il ragazzo romano) e’ rimasto con me, probabilmente in cerca di un compagno per quel pezzo di strada. Siamo diversi, le discussioni sono leggere, ma ci facciamo compagnia per quell’ultimo tratto. Il Camino nell’ultima parte secondo me si abbruttisce per diversi fattori. La troppa gente che si accalca per fare gli ultimi km, ti sembra deturpare l’identita’ di pellegrino trasformandola in turismo low cost. Due anni prima ero anch’io tra loro insieme a Riccardo ed Elisabetta (i miei due fratelli piu’ piccoli), e la sensazione era stata molto positiva. Ora pero’ e’ tutto diverso… Capisco la gioia di aver fatto un camino di fatica, la gioia del ricordo di alcuni momenti ed incontri, capisco le persone entusiaste conosciute anni prima insieme ai miei fratelli quando parlavano di questa esperienza. Fantastico!??????????????????????????????? In serata arriviamo a Santiago dove prima di tutto cerchiamo il posto per la notte. Siamo fortunati a trovare gli ultimi posti nel Convento dei Padri Francescani. Ora c’e’ tempo per arrivare alla Basilica. Forse saro’ fuori moda, o forse l’avevo vista anni prima, o piu’ semplicemente Santiago non e’ mai stato il mio punto di arrivo, o non lo so… insomma non sono ne emozionato, nessuna lacrima o scena di delirio. Sono contento ma nello stesso tempo molto triste. Il mio Camino di Santiago (che per qualcuno e’ gia’ finito!) sta’ per finire. Ora mi resta solo l’ultimo pezzetto in cui non ho molte aspettative positive. Partecipo con piacere alla semplice cerimonia francescana di fine cammino.

TAPPA – 13
SANTIAGO – NEGREIRA

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videohttps://www.youtube.com/watch?v=oqbHWzmWigE

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Sono a Santiago, la mattina presto mi metto in fila per l’ultimo sello(timbro) per completare la “Compostela. E’ bello rivedere dei pellegrini ciclisti incontrati durante il percorso. Subito dopo mi reco alla celebrazione che come spesso succede in questo periodo dell’anno e’ frequentatissima. Immagino l’emozione intensa dei pellegrini di tanti anni fa.. Anche il “Botafumeiro” un turibolo gigante, e’ una cosa particolare e scenica. Mi soffermo un po’ per le vie del centro. ???????????????????????????????Tanti pellegrini si contendono souvenirs e magliette con scritte tipo “EL DOLOR ES ALGO TEMPORAL – LA GLORIA ES PARA SIEMPRE” … fa sorridere, un po’ e’ vero, un po’ no…. mah! Sello (timbro) sulla Compostela – Fatto!, Messa con Botafumeiro – Fatto!, Piccolo giro panoramico – Fatto!, vado a pranzo con Federico e decido che per me e’ ora di partire per Finisterre. Non so perche’ ma ho una voglia pazzesca di lasciare Santiago per ritrovare un po’ di strada, terra, sudore. Capisco subito che le “Flucha Amarilla” qui non sono cosi’ frequenti. Infatti sbaglio subito strada, ma con un po’ di senso dell’orientamento e qualche domanda, riesco a ritrovare la via. Da ora staro’ piu’ attento! Il percorso non e’ cosi’ frequentato, anzi quasi per nulla. ???????????????????????????????Mi diranno poi che molti vanno a Finisterre e Muxia ma in autobus. Bene! Il fondo non e’ bello e lineare e qualche arbusto che taglia la strada complica la vita del ciclista. Con un certo senso di fatica arrivo a Negriera e visto che da qui in avanti non ci sono ristori fino ad Olveriroa, mi fermo in un alberghetto nuovo, efficiente e pulito. E’ la prima volta da quando sono partito che pago 15 euro, pero’ posto e cucina sono super, anche la ” lavadora con secadora” se non ricordo male e’ inclusa nel prezzo. La sera si ritorna a respirare aria di pellegrini. Evidentemente chi si accinge a fare l’ultimo pezzo, (non dovuto!) contribuisce a creare una bella serata. Una coppia Polacca in particolare, ci scambiamo pareri unendo inglese, italiano e disegni.???????????????????????????????

TAPPA- 14
NEGREIRA – FINISTERRAE
mappa –  http://www.openrunner.com/index.php?id=2211393
videohttps://www.youtube.com/watch?v=KXotDMrMWHI

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Ci siamo … ultimo pezzo… gli ultimi chilometri che mi separano da Finisterrae scorrono veloci. La mia testa e’ tutta in un turbinio di pensieri. Si vede il mare, la spiaggia, Finisterrae??????????????????????????????? Arrivato cerco un posto per dormire. Qui l’organizzazione lascia molto a desiderare e le camere mi sembrano un po’ sporche. In ogni caso come da programma mi reco alla spiaggia per il bagno del pellegrino. ???????????????????????????????Per chi non lo sapesse era usanza arrivare a Finisterrae fare un bagno nell’oceano, e bruciare i vestiti usati durante il camino. Trovatomi sulla spiaggia penso che il mio bagno purificatore lo faro’ a Muxia, un po’ per motivi logistici, un po’ per rimandare l’evento. ???????????????????????????????Tassativa anche la visita al Faro dove c’e’ anche un piccolissimo monumento rappresentato da uno scarpone. Mi sono fermato fino al tramonto e godere di qualche minuto di meditazione. Bene.???????????????????????????????

TAPPA 15
FINISTERRAE – MUXIA

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video –  https://www.youtube.com/watch?v=iJbZvujJ5xU

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Ultimo giorno in bici. Anche oggi la sensazione e’ quella che sara’ una giornata vuota, ma invece mi sbaglio. Appena uscito dal paese  incontro Ruth, una donna canadese con una minibici e una valigia rigida che gli fa da carrello. La cosa e’ troppo curiosa e mi fermo per chiedere spiegazioni. Lei e suo marito hanno fatto il camino in un modo tutto loro. Lui classico a piedi, lei con questa bicipieghevole che quando non aveva voglia di pedalare riponeva nella borsa rigida. Dalla borsa rigida tirava fuori lo zaino e quindi prendeva il bus con zaino e borsa rigida. Fantastico anche solo pensarlo!!! Non posso lasciarmi l’occasione di stare un po’ una persona cosi’ speciale. ???????????????????????????????Anche qui il mio inglese mi permette di “farmi capire”. Sono Canadesi del British Colombia, e mi sembra che siano abituati a questo tipo di avventure. Passo la giornata con Ruth, e la sera anche in compagnia di suo Marito. Ora c’e’ tempo per il bagno finale. Bene. A Muxia c’e’ anche una bellissima chiesa a picco sul mare che quando ci sono le mareggiate viene sommersa dalle onde( oggi, 2014 distrutta da un incendio) L’ Albergue di stasera e’ bellissimo ed economico.IMG_9439 - Copia

Rientro il giorno successivo a Santiago. Ho tutto il tempo per ritornare in piazza della cattedrale per rivedere un po’ di entusiasmo sia di giorno che la sera, canti e balli accompagnano i pellegrini che arrivano con gioia. Mi rivedo un’altra volta la celebrazione ed organizzo tutto per la spedizione in patria della bici.???????????????????????????????Per risolvere facilmente questo problema molti si affidano al Velocipedo, negozio specializzato di Santiago. In Aeroporto ho conosciuto dei ragazzi che sono andati tranquillamente in aeroporto con la bici, l’hanno smontata li, carta nastro a volonta’ e Domopack per imballarla e hanno risparmiato 60 euro. Tra le altre cose e del tutto casualmente incontro in piazza anche Dalila e Daniele che ne frattempo sono arrivati anche loro. L’ultima parte e’ stata piuttosto dura per Dalila che ha accettato questa sfida con se stessa e con Daniele per un discorso di fede. In ogni caso oggi anche lei era li! Brava!


consiglio questo blog per consigli utili ed esperienzehttp://bit.ly/1PQCwYa

se invece siete interessati ad altre avventure in bicicletta nel blog ne trovate alcune altre storie di cicloviaggi

 

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